Il viaggio in Armenia e Moldavia che sto programmando sarà un nuovo ritorno in luoghi che ho già avuto modo di conoscere, ma che ho ancora voglia di esplorare.
È anche questo il motivo per cui ho deciso di ripartire: tornare in posti già visti, ma con la curiosità di scoprire ciò che mi era sfuggito.

La prima volta che sono stato in Armenia mi ha colpito la semplicità di un Paese che ha voglia di svilupparsi, ma che allo stesso tempo sembra fermo da anni. Per chi volesse conoscere meglio la città, ho raccontato la mia precedente esperienza nell’articolo Cosa vedere a Yerevan, il cuore rosa dell’Armenia.
In questo nuovo viaggio cercherò di spingermi sempre più in periferia, con due obiettivi precisi: Gyumri e la Sinfonia di pietra, due luoghi che avevo lasciato indietro la prima volta per motivi di tempo.
Nel mio ritorno a Yerevan mi soffermerò anche su un altro punto d’interesse: il Kond, il cuore antico della città, il luogo da cui ha preso forma Yerevan.
Mi pongo una domanda: come troverò la città? Cambiata? Uguale?
Ogni posto visto due volte non è mai uguale: cambiano le persone e cambiano anche i luoghi. Cosa troverò potrò dirlo solamente al mio ritorno.
Viaggio in Armenia e Moldavia: perché tornare
Come mai il Caucaso? Ha il suo fascino, attrae. Ognuno di noi ha un’idea del concetto di bello e la mia si chiama Caucaso.
E la Moldavia? Come mai tornarci due volte nello stesso anno?
A marzo l’ho visitata per la seconda volta e, anche in questo nuovo viaggio, tornerò a dedicarle una parte del mio tempo. Nel mio precedente viaggio avevo raccontato la mia esperienza tra Chișinău e Tiraspol nel mio diario sulla Moldavia.
La Moldavia, così come l’Armenia, non è tra le mete che vengono consigliate più spesso per una vacanza, ma è un Paese che ha molto da offrire e che cerca timidamente di avvicinarsi all’Europa. L’obiettivo dichiarato è quello di entrare nell’Unione europea entro il 2030.
Il percorso verso l’Unione europea è ancora in evoluzione e, per seguirne gli sviluppi, si può consultare anche la pagina ufficiale dedicata alla Moldavia.

Faccio i miei viaggi con calma. La prima volta che sono stato in Moldavia mi sono soffermato su Chișinău. Avevo visto molti video su YouTube che descrivevano la città come un luogo molto deprimente, un monumento al decadentismo post-sovietico a cielo aperto.
Nel mio secondo viaggio mi sono concentrato su Tiraspol, in Transnistria, o Pridnestrovie, a seconda di come si decide di chiamarla.
In questo viaggio, ivece, il mio obiettivo sarà la Gagauzia, senza rinunciare a un nuovo ritorno a Tiraspol.

Dalla Moldavia cosa mi aspetto? Cambiamenti? Credo di sì.
I giovani vanno via in cerca di un futuro migliore, mentre molti anziani rimangono e si godono la pensione. Mi chiedo se, al mio ritorno, troverò una città ancora più spenta, dove sarà più facile immaginare com’era in passato, durante l’era sovietica: un passato, in fondo, non così lontano.
In giro per la città mi era capitato di vedere volantini con la scritta «In Europa entro il 2030».
Mi domando ancora: la Moldavia è pronta per entrare in Europa?
E con la Moldavia nell’Unione europea, l’assetto europeo cambierà? E di quanto?
A queste domande avremo modo di rispondere a suo tempo.
Ci aggiorneremo al mio rientro, con i dettagli sui Paesi visitati.
Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordiamo qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.
Edgar Allan Poe
Quando si ritorna da un viaggio, spesso ci si accorge che il viaggio non è terminato con il rientro a casa. Portiamo dentro di noi le persone che abbiamo incontrato e i momenti che abbiamo vissuto. A volte basta un piccolo ricordo, un dettaglio, magari un piatto assaggiato per la prima volta, per ritrovarci di nuovo lì, in quel luogo, anche se siamo ormai lontani.





