Back to Warsaw: 🇵🇱 11 anni dopo sarà cambiata? Ritorno a Varsavia, un weekend per riassaporare una delle città piu iconiche della Polonia.
Città molto viva, completamente diversa da come l’ho lasciata la prima volta che l’ho visitata.
Varsavia è una città che offre un mix di storia e modernità.
Distrutta durante la seconda guerra mondiale, coraggiosamente ricostruita, è diventata una metropoli moderna e dinamica.
Varsavia sorge a sud est del paese ed è adagiata sul fiume Vistola.
Per questi due giorni passati a Varsavia ho approfittato del lungo ponte del 1 Novembre.
Prenotato hotel e volo, questa volta, tramite http://booking.com, mi sono concesso un pò di relax in una delle città che più mi attrae insieme a PRAGA.
Due giorni intensi pieni per visitare una città che ha molto da raccontare.
Due giorni intensi concentrati soprattutto sul centro città per ragioni di tempo.
Ho visitato VARSAVIA la prima vola nel lontano 2014 dove sono rimasto 4 giorni pieni, a quel tempo ho potuto vedere molto di più soprattutto la periferia.
Indice
- Come arrivare
- Fabryca Norblina
- La Città vecchia
- Ulica Nowy Świat
- Quartiere Praga
- Ghetto di Varsavia
- Palazzo della Scienza e della cultura e Varso Tower.
- Jan Zachwatowicz
Come arrivare
Dall’Italia ci sono dei voli diretti a Varsavia operati con Wizzair, io ne ho trovato uno diretto da Catania a meno di 160 euro andata e ritorno con degli orari molto buoni.
A Varsavia ci sono due aeroporti principali, il Varsavia – Modlin usato principalmente dalle compagnie low cost, e il Varsavia – Chopin molto più trafficato.
Il mio volo era Catania – Varsavia Chopin.
All’arrivo ho preso il bus 175 che mi ha portato proprio davanti il Metropol Hotel, dove alloggiavo io.
Ovviamente tragitto pianificato e visto prima della partenza.

Fabryca Norblina
Costruita nella prima metà dell’800 la Fabryca era specializzata nella realizzazione di oggetti di uso quotidiano come posate e altri oggetti in rame e ottone.
Distrutta nella seconda guerra mondiale, come tra l’altro quasi tutta la città, i nazzisti hanno saccheggiato la fabbryca portanto via molti oggetti, recuperati in parte solamente dopo la fine della guerra.
Nel 2017 è stato avviato un ampio processo di riqualificazione e ricostruzione, gli antichi uffici industriali sono stati trasformati nei locali che si vedono oggi, uffici, ristoranti, bar rendendo cosi la fabryca un luogo di ritrovo per i giovani e non di Varsavia.
Posto in cui ho concluso il giorno del mio arrivo.
La Città vecchia
La città vecchia, il centro storico di Varsavia, con il suo fascino ricostruito dopo la fine della guerra cercando di utilizzare quanto più possibile materiali originali e basandosi soprattutto su dei quadri di Bennardo Bellotto.
Nel 1980 il centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’unesco.
Il centro storico è anche un susseguirsi di vicoli, perdetevi nei vicoli, girateli con calma senza fretta.
Il vero domicilio dell’uomo non è una casa ma la strada, e la vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
BRUCE CHATWIN
Viaggiare arricchisce la vita, ci permette di fare nuove conoscenze, di fare nuove esperienze e soprattutto ci permette di conoscere il mondo e anche noi stessi.
Rimanere sempre nello stesso posto può dare un senso di sicurezza, ma esplorando nuovi orizzondi, visitando nuovi posti si impara a vivere pienamente.

Ulica Nowy Świat
Letteralmente Via del Nuovo Mondo, Ulica Nowy Świat è una via che comprende parte della strada reale, una via molto antica che portava dalla città vecchia alla residenza dei Wilanow.
Oggi Nowy Swiat è una via piena di negozi di lusso, di locali dove fermarsi a gustare la buona cucina polacca e piena di caffetterie, posti che per noi viaggiatori servono a riorganizzare gli itinerari e le idee davanti a un caffè caldo.

Quartiere Praga
Il nome “Praga” non ha niente a che vedere con la capitale della Repubblica Ceca.
Il nome del quartiere, probabilmente, deriva dalla parola polacca “parażyć” che significa bruciare.
Qui infatti si bruciavano le foreste per dar vita alle abitazioni, siamo nel lontano 200 D.C.
Praga oggi e un quartiere molto vivente, caratterizato dai molti murales e pieno di locali hipster.
Una curiosità, Praga durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale non ha subito gravi danni.
Se pur facile da trovare, si trova al di là del fiume Vistola, in molti racconti di viaggio varie persone dicono di visitare il quartiere con una guida locale.
Il quartiere si raggiunge facilmente attravero un ponte che collega le estremità del fiume Vistola.
Ovviamente, discorso che vale per qualsiasi posto, una guida locale sa valorizzare al massimo i vari punti che si visitano conoscendone la storia.
Concordo con questo concetto, visitare i posti con una guida locale, però camminate perdetevi, trovate un punto che vi attrare cercatelo sul web, sicuramente troverete notizie utili e la storia che c’è dietro.
Lasciatevi rapire sempre da ogni angolo che trovate.
La vera essenza della vita non sta nelle cose che possediamo ma nei ricordi che restano e nelle esperienze che viviamo.
Esplorare il mondo è dare significato al tempo, collezionare momenti che rimaranno con noi per sempre e ci accompagneranno nella nostra crescita personale.
In fondo si vive quando si creano ricordi…questo pensavo quando mentre, esausta, mi dicevo che avevamo fatto bene a partire.
BANANA YOSHIMOTO


Ghetto di Varsavia
Visitare Varsavia, significa anche “non dimenticare”.
Quando si viene a Varsavia cosi come quando si visita Cracrovia, penso e ne sono convinto sia doveroso visitare alcuni posti “fondamentali” per l’uomo.
Nel mio caso avendo scelto Varsavia era doveroso visitare il “Ghetto”.
Il Ghetto di Varsavia fu istituito dai nazisti nel 1940 nella città vecchia nel quartiere di Nalewki, eregendo un muro che confinava all’interno gli Ebrei, con razioni misere di viveri.
Il muro che separava il quartiere abitato dagli Ebrei da quello abitato dai Polacchi fu costruito nell’agosto del 1940.
Il ghetto di Varsavia era il più grande del mondo insieme a quello di New York, infatti ospitava circa 500.000 ebrei.
“Visitare per non dimenticare”. Se si viene a Varsavia è doveroso vedere il muro del ghetto.

L’Olocausto è una pagina del libro dell’Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria
PRIMO LEVI
Non dovremmo mai accettare che del male venga fatto a chi non ha nessuna colpa dovremmo anzi batterci affinché la cattiveria e la crudeltà lascino il posto alla fratellanza.
Palazzo della Scienza e della cultura e Varso Tower.
Il Palazzo della scienza e della cultura, il “mostro” come era stato definito.
Il palazzo sorge nella al centro della Varsavia “modera” e guarda dall’alto gli altri palazzi.
Costruito nel 1952 fu terminato più di tre anni dopo.
Il palazzo fu donato da dall’Unione Sovietica alla Polonia, inizialmente era chiamato Palazzo della Scienza e della Cultura Iosif Stalin.
I lavori iniziarono nel 1952 terimando oltre tre anni dopo.
Il palazzo era il più alto di tutta la Polonia fino al 2022 quando un altro colosso è stato eretto a Varsavia: la Varso Tower, attualmente il palazzo più alto dell’Unione Europea.
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica si era pensato di abbattere il palazzo della Cultura, però l’amministrazione lo ha salvato, divendanto oggi uno dei punti di riferimento per i turisti che visitano la città.
Altro colosso sicuramente che attrae i turisti e la Varso Tower.
La Varso Tower è un grattacielo a uso commerciale e al piano 53 si trova una terrazza panoramica dove poter ammirare la città, è possibile anche fare un aperitivo godentosi la città al tramonto.
Jan Zachwatowicz
Chi legge per la prima volta il nome di Jan Zachwatowicz me compreso non sa neanche chi sia.
Ma Jan Zachwatowicz è un uomo che ha contribuito molto alla ricostruzione di Varsavia dopo la guerra.
Nato in a Gatcina, Russia, nel 1900 architetto e restauratore Polacco, ha contribuito alla ricostruzione della città Vecchia.
Inoltre molti edifici di Danzica e Poznan sono stati restaurati o ricostruiti secondo i suoi principi e quelli del suo team.
Un grande uomo che ha vissuto la sua vita interamente per la ricostruzione e il miglioramento della città.

Devo dire che questi due giorni sono stati veramente intensi.
Essendo una persona che ama camminare a piedi fino allo sfinimento, posso dire che in due giorni pieni ho visto molto.
Non vi ho parlato della cucina polacca, lascio a voi la curiosità di visitare questa fantastica città e di farvi veramente rapire da ogni angolo.
Viaggiare non è collezionare luoghi, ma e imparare ad ascoltarli e a conoscerli.
Rallentare il passo, osservare con attenzione e curiosità ogni minimo dettaglio e rispettare ogni posto che visitiamo.
Solo cosi il viaggio diventa un’esperienza autentica: in questo modo il viaggio diventa un incontro con un nuovo posto, una nuova cultura, con nuove persone che lo vivono e a volte anche con noi stessi.
Ciao! Sono Francesco e questo è il mio blog!Viaggia come Gandhi: con vestiti semplici, occhi aperti e mente sgombra.
RICK STEVES
Qui troverai i miei viaggi e le mie esperienze vissute...
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